Scopri i 3 motivi per cui i comuni investono nella mobilità condivisa e sostenibile
Ogni giorno ci sono più ragioni per avere un carsharing in tutti i comuni d'Italia. Più di una ventina di amministrazioni locali hanno già preso la decisione: la mobilità sostenibile e le zero emissioni non possono "cadere nel vuoto". Nelle grandi città già da diversi anni si applicano restrizioni
Ogni giorno ci sono più motivi per avere un carsharing in tutti i paesi della Spagna.
Più di una ventina di comuni hanno già preso la decisione: la mobilità sostenibile e le zero emissioni non possono "cadere nel vuoto".
Nelle grandi città già da diversi anni applicano restrizioni per lottare contro l'inquinamento del pianeta.
Ma nei paesi? Non è proprio lì che c'è più natura in gioco?
Bene, se pensi di sì e vuoi saperne di più sulla nuova era della mobilità rurale e sostenibile, resta con noi perché ti raccontiamo i 3 motivi per cui i comuni più moderni della Spagna già vantano il proprio carsharing rurale.
Benvenuti nell'era del carsharing rurale!
Può sembrare uno scherzo, ma, per fortuna del pianeta: non lo è. Ci sono già più di una decina di paesi con auto totalmente rispettose dell'ambiente che i cittadini condividono e noleggiano tramite l'App mobile VIVe di Hyundai.
VIVe di Hyundai è un progetto affascinante su cui il marchio coreano punta da un anno. Il suo obiettivo è chiaro: lavorare per rendere possibile il primo carsharing rurale e sostenibile del mondo.
I 3 motivi per cui questo fenomeno si sta espandendo così rapidamente:
- Per i benefici che genera la relazione comune-concessionario a livello locale
Molti comuni, come quello di Rascafría (Madrid) o di Usúrbil (Gipuzkoa), hanno già capito che, per avvicinare il veicolo elettrico in modo accessibile agli abitanti del proprio territorio, non esiste una sinergia migliore di quella di collaborare con un concessionario della zona.
Ed è proprio questo il punto chiave per capire perché il carsharing sta già diventando una reale alternativa di trasporto in tanti paesi.
In fondo, è un modo eccellente per avvicinare il trasporto sostenibile ai cittadini che ancora non potrebbero permetterselo, generando al contempo più lavoro per il concessionario.
- Da ora fino al 2030 ci saranno 200.000 milioni di euro da distribuire tra progetti che supportano la sostenibilità
Quello che è anche chiaro è che, in questo momento storico, l'obiettivo è uno solo: raggiungere entro il 2050 la cosiddetta "neutralità climatica". Cioè, che tutta la CO2 prodotta dall'essere umano possa essere assorbita dai cicli naturali del pianeta.
E per questo, il governo ha già destinato fondi di recupero, provenienti dall'Europa, a quei progetti che puntano a essere pionieri nella sostenibilità. Come ad esempio con i 2.000 milioni di euro già riservati a progetti specifici di mobilità elettrica.
Quindi, non sorprende che ci siano già comuni che mettono i loro progetti sul tavolo per ricevere parte di questi fondi, che servono solo a conservare il territorio in cui vivono e da cui vivono.
- Perché il carsharing rurale migliora radicalmente la mobilità dei cittadini e il tempo libero dei turisti
Infine, ma non meno importante, i comuni che hanno già il proprio carsharing rurale confessano di esserne entusiasti.
E la mobilità dei loro abitanti, generalmente residenti in zone semi-isolate, è migliorata notevolmente. Una cosa che, secondo diversi sindaci, quasi tutti i cittadini hanno già comunicato loro.
Inoltre, è anche un grande richiamo per attrarre turismo ecologico. Non sono poche, infatti, le persone che apprezzano il rispetto per l'ambiente e che hanno già visitato questi comuni per godere di una mobilità che non genera emissioni di CO2.
Comunque, se siete ancora curiosi, chi meglio dei cittadini stessi può raccontarvelo? Scopri le loro storie:
- Carsharing di Banyalbufar (Maiorca)
- Carsharing Gádor (Almería)
- Carsharing di San Bartolomé de la Torre (Huelva)

